Ma che ne sa Gigi D’Alessio sulla terra dei fuochi?

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Gigi D’Alessio dice che il terreno contaminato della Terra dei Fuochi è appena l’1%… ed è subito polemica

Gigi D’Alessio and Friends è stato il Concerto di Capodanno 2015 più seguito d’Italia. Presentato dal cantante napoletano Gigi D’Alessio e accompagnato dai suoi amici: Anna Tatangelo, Fedez, Francesco Renga e tanti alti.

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Durante il concerto in piazza, condotto dall’artista Gigi D’Alessio e trasmesso in diretta tv su Canale 5, il presentatore si è fatto portavoce delle eccellenze agroalimentari della Campania. Quello che non è andato giù a molti è il dato che ha riportato riguardo alla contaminazione della Terra dei Fuochi, problema molto sentito nel territorio campano.

La bufera è scoppiata subito dopo il concerto anche sui social. Il più celebre contestatore è stato don Maurizio Patriciello, il prete ‘antirifiuti’ di Caivano, che oramai è il simbolo della lotta contro la Terra dei Fuochi, che ha scritto su facebook e sul Corriere del mezzogiorno:

MA CHE NE SA GIGI D’ALESSIO?
( Editoriale apparso sul “ Corriere del Mezzogiorno”, sabato 3 gennaio 2015 )
Il freddo pungente non è riuscito a scoraggiare i giovani dal recarsi al concerto in piazza del Plebiscito la notte di San Silvestro. L’ addio all’ anno vecchio lo ha dato questa volta Gigi D’ Alessio. L’ anno che si è appena congedato ha portato con sé poche gioie e molte preoccupazioni. La crisi economica che si è abbattuta come una mannaia sul nostro popolo ancora non tende a diminuire. Tanta gente ha fame. Letteralmente. Sono molte – troppe – le persone che hanno perduto il lavoro e sono finiti a dormire alla stazione centrale. A decine – stranieri e napoletani veraci – sono stati trovati a rovistare nei cassonetti dell’immondizia. In questi anni non ricordo di aver mai sentito D’ Alessio esprimere un suo pensiero sulla “Terra dei fuochi”. Inavvertitamente, la notte di Capodanno, dal palco, si lancia in dichiarazioni a dir poco sconcertanti. Non credo fosse il momento. Per la verità, non era per niente il caso. Sui social network, immediatamente, sono comparsi a centinaia commenti e articoli di persone stupite e addolorate. Il cantante si preoccupa – chi glielo aveva chiesto? Con chi aveva concordato la cosa? – di tranquillizzare l’ Italia: i prodotti della nostra terra sono così buoni da essere mangiati – dice – dalla regina d’ Inghilterra. I terreni avvelenati, aggiunge, sono solo l’ 1 %. Strano, l’ anno scorso il ministro Martina, a Castel Volturno, disse che erano il 2 %, aggiungendo, però, che quelle percentuali erano provvisorie perché ricavate da vecchi dati chiusi da anni nei cassetti e andavano aggiornate. Ora sia detto subito e con estrema chiarezza: se dal 1% si dovesse passare allo “ zero virgola” a noi non potrebbe fare che immenso piacere. I meravigliosi volontari dei nostri comitati non hanno altro interesse se non quello della salvezza della nostra terra. Essi, a ogni manifestazione democratica e civile, pagano di tasca loro finanche i volantini e le tasse comunali per l’ affissione dei manifesti. Lo dissi al presidente della Repubblica, Napolitano, in occasione delle “ Quattro giornate” due anni fa e mi piace ripeterlo: questi ragazzi sono la parte migliore della nostra società: cercate di non perderli. Sono degni figli di chi cacciò da Napoli l’ oppressore senza aspettare che altri lo facessero per loro: cercate di non esasperali. Se c’è una cosa che mi addolora è che a questi nostri giovani le istituzioni non sempre danno un buon esempio. Promettono, ma poche volte mantengono la parola data. In questi anni gli imbrogli perpetuati a danno della nostra terra e della nostra gente sono stati tanti. Purtroppo mai nessuno paga per il male fatto. Il vero problema, che rischia di passare inosservato, è che la fiducia del popolo verso chi ci governa si assottiglia sempre di più. Sul dramma della “terra dei fuochi” sono troppi a speculare. La notizia che la nostra Regione elargirà milioni di euro per rilanciare nel mondo l’ immagine della Campania è a dir poco sorprendente. Più di 20 milioni sparpagliati qua e là a società sportive – di cui 3 milioni e mezzo al Napoli calcio – mentre la gente muore di cancro, anche per l’ inquinamento ambientale, senza neppure potere essere ricoverata. Siamo all’ assurdo. Alla follia. Fa male di fronte alla gratuità e generosità di tanti volontari, assistere allibiti allo sperpero di denaro pubblico. Ed è quantomeno sospetto il fatto che i 400mila Tir di cui parla Roberto Saviano, pari a una fila ininterrotta di camion da Napoli a Milano, si siano ridotti da 25mila campo di calcio a soli due o tre. D’Alessio si faccia interprete e portavoce del dolore della sua gente e non di quello dei responsabili di cotanto disastro. Intanto occorre ricordare che non una sola discarica, a norma di legge, per l’ amianto è stata realizzata in Campania. Così come sono state fatte più analisi agli ortaggi – risultati puliti perché i rifiuti tossici, furbescamente, sono stati tombati in profondità – che ai nostri concittadini, pompieri inclusi. Si comprende, dunque, il motivo per cui le parole di D’ Alessio ai nostri orecchi hanno avuto l’ effetto di una melodia stonata improvvisata da un cantante afono.
Padre Maurizio PATRICIELLO

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Dopo queste accuse e polemiche Gigi D’Alessio non ha potuto tacere e non far sentire la sua. Si è difeso così:

Ciao a tutti.
Ho letto dei commenti riguardo all’argomento “terra dei fuochi” che, seppur pochi, mi hanno fatto male.
Io ho perso a causa del tumore mia mamma, mio padre, mio fratello e amici che hanno vissuto la loro vita al mio fianco.
Io, come tutta la mia Città, sono in cerca della verità!
Per questo, ho accettato di sponsorizzare GRATUITAMENTE la parte sana da difendere.
Prima di parlare di Terra dei Fuochi, nel rispetto delle vittime, dei malati, dei parenti e di chi vive nella paura di abitare in queste zone, mi sono documentato, ho approfondito personalmente con le fonti più autorevoli.
Ora, la polemica su questo tema per me è incomprensibile. Io mi sono attenuto ai dati ufficiali che mi sono stati riferiti dall’Istituto di Profilassi Nazionale e da una recente sentenza della Cassazione e poi mi sono confrontato con diversi Magistrati campani che danno lustro alla nostra Regione.
Non sono un giornalista né un inquirente né tantomeno un amministratore o uno scienziato, faccio il cantante e ho organizzato una festa per la mia città per la mia regione e l’ho fatto per AMORE e riconoscenza verso la mia terra e verso la sua gente, a cui appartengo.
Ho agito da cittadino, da campano, da napoletano e sono orgoglioso di quello che ho fatto e dell’affetto con cui Napoli e i napoletani mi hanno ripagato.
A chi invece attacca e lo fa a testa bassa rispondo con il cuore in mano perchè io non ho paura di scoprire altre verità e se le cose non fossero come ci dicono, io sarò il primo a denunciarle come ho fatto già nel 2013 durante un mio spettacolo televisivo andato in onda su Canale 5 insieme a Roberto Vecchioni.
Ho accettato questo incarico per cercare di aiutare attraverso i palcoscenici del mondo, che ho la fortuna di calcare, tutto il settore agroalimentare, per aiutare quelle aziende della mia terra che stanno sull’orlo del baratro.
Nel corso del mio concerto di capodanno ho ribadito che la terra dei fuochi ESISTE!!!!! E non smetterò mai di urlarlo e denunciarlo!
Allo stesso modo, non mi stancherò mai di dire che NON DOBBIAMO ARRENDERCI!
Tutti insieme abbiamo il dovere di difendere la parte sana senza girare la faccia dall’altra parte!!!!
Se ho usato il palco del Concerto di Capodanno per accendere un faro sulla questione “terra dei fuochi”, l’ho fatto prendendo tutte le precauzioni e informazioni di autorevolissima provenienza.
Quindi, invece di dare spazio a fraintendimenti e ad attacchi gratuiti, datemi una mano affinché anch’io, come tante persone che hanno perso la parte più cara della loro vita, possa riuscire a scoprire la verità.
Buon anno a tutti!

Come finirà?

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